BIAF 2026: da Michelangelo agli Old Masters, l’arte antica torna a Palazzo Corsini

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Circa ottanta gallerie italiane e internazionali, opere che attraversano secoli di storia dell’arte e uno dei palazzi più affascinanti affacciati sull’Arno. Fino al 4 ottobre, Palazzo Corsini torna a essere il centro del mercato dell’arte antica con la 34ª edizione della BIAF – Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, tra le più antiche e prestigiose mostre-mercato dedicate all’arte italiana.

Dai fondi oro agli Old Masters, dalla scultura lignea e marmorea agli arredi e alle arti decorative, fino al Novecento e al contemporaneo, il percorso riunisce gallerie provenienti dalle principali città italiane e da realtà internazionali tra Londra, Parigi, Monaco, Ginevra, Lugano e Palm Beach. Ma l’edizione 2026 guarda anche oltre le sale della Biennale e costruisce una relazione più ampia con Firenze, i suoi musei e il suo patrimonio.

Tra gli appuntamenti più significativi c’è l’esposizione straordinaria del primo Progetto per la facciata di San Lorenzo di Michelangelo, disegno conservato a Casa Buonarroti e visibile a Palazzo Corsini per l’intera durata della BIAF. L’opera arriva alla Biennale dopo una campagna diagnostica a cui seguirà il restauro, entrambi curati dall’Opificio delle Pietre Dure con il sostegno della Fondazione CR Firenze.

Il dialogo con la città arriva anche a Palazzo Strozzi. In concomitanza con l’apertura della Biennale, Piazza Strozzi ha ospitato il Florence Secret Garden, un giardino all’italiana popolato da sculture antiche prestate da alcuni antiquari della BIAF e pensate in dialogo con Broken. Il potere del frammento, la grande mostra che Palazzo Strozzi dedica in questi mesi alle molte vite e ai significati del frammento dall’antichità all’arte contemporanea.

Dentro Palazzo Corsini, ottanta gallerie tra antico e contemporaneo

Cuore della BIAF rimane naturalmente Palazzo Corsini, dove circa ottanta gallerie costruiscono un percorso che attraversa epoche, tecniche e linguaggi differenti. Accanto ai grandi protagonisti del mercato italiano, provenienti da Firenze, Milano, Roma, Napoli, Bologna e dall’area veneta, sono presenti realtà internazionali da alcune delle principali piazze del collezionismo europeo e statunitense.

La varietà è uno degli elementi che caratterizzano il percorso: pittura antica, scultura, mobili e oggetti d’arte convivono con opere del Novecento e contemporanee, costruendo negli ambienti del palazzo una successione che supera la tradizionale scansione cronologica.

A garantire la qualità delle opere presentate è il Comitato di Selezione della Biennale, composto da 63 esperti internazionali tra restauratori, curatori e direttori di musei. Nei due giorni precedenti l’inaugurazione, ogni opera viene esaminata per verificarne autenticità e stato di conservazione: un passaggio centrale per una manifestazione che mette al centro proprio i valori di unicità, materia e durata dell’opera.

L’allestimento 2026, firmato da Matteo Corvino, interviene anche sul modo di attraversare la fiera. I nuovi stand a pianta aperta rendono il percorso più fluido e lasciano maggiormente dialogare le opere con gli ambienti barocchi di Palazzo Corsini.

Una nuova fase per la Biennale

La 34ª edizione coincide con il debutto di Bruno Botticelli come Segretario Generale della BIAF. La nuova direzione prosegue la storia della manifestazione, dopo le esperienze di Fabrizio Moretti e Giovanni Pratesi, ma punta allo stesso tempo ad ampliare il rapporto della Biennale con il territorio e con le altre realtà culturali della città.

Al centro rimane l’arte antica, riletta attraverso quattro concetti indicati dalla nuova direzione – unicità, autenticità, materia e durata – che assumono un significato particolare in un momento in cui immagini e oggetti vengono prodotti, riprodotti e consumati con velocità crescente.

Anche il programma culturale si estende oltre la dimensione commerciale della fiera. Il Salone del Trono ospita incontri, lezioni e appuntamenti editoriali con studiosi, storici dell’arte e rappresentanti delle istituzioni museali internazionali, mentre la tradizionale rivista della Biennale si trasforma quest’anno in un catalogo ufficiale bilingue, curato da Cesare Cunaccia e costruito attraverso saggi e contributi di studiosi, curatori e direttori di musei.

Da Michelangelo al Museo Horne: la BIAF incontra Firenze

La presenza del disegno di Michelangelo e il progetto realizzato con Palazzo Strozzi fanno parte di una rete più ampia di collaborazioni che porta la Biennale fuori da Palazzo Corsini. Con la Fondazione CR Firenze, la BIAF coinvolge anche il Museo Horne attraverso L’occhio del conoscitore. Herbert Horne un collezionista inglese a Firenze, percorso dedicato alla figura del collezionista e storico dell’arte britannico che fece di Firenze la propria città d’adozione.

Un accordo con i Musei Civici Fiorentini collega inoltre il biglietto della Biennale ad alcuni dei principali luoghi culturali cittadini, da Palazzo Vecchio al complesso di Santa Maria Novella, dal Museo Novecento al Museo Stefano Bardini e alla Cappella Brancacci.

È forse proprio questa relazione a restituire una delle caratteristiche più interessanti della BIAF: a Firenze l’arte antica esposta sul mercato non appare mai completamente separata dal contesto da cui proviene. Uscendo da Palazzo Corsini, dipinti, sculture, arredi e oggetti incontrano una città in cui la storia dell’arte continua a essere presente nelle architetture, nelle collezioni e nei musei.

Il Lorenzo d’Oro a Julian Schnabel

Tra le novità dell’edizione 2026 c’è anche il rilancio del Premio Lorenzo d’Oro, dedicato agli artisti del mondo audiovisivo e musicale che trovano nelle arti figurative una fonte di ispirazione.

Il premio è stato assegnato quest’anno a Julian Schnabel, artista e regista statunitense. Anche la realizzazione del riconoscimento è stata legata alla tradizione manifatturiera fiorentina: attraverso un concorso sono stati coinvolti alcuni maestri argentieri della città e la giuria ha selezionato il progetto di Gianfranco Pampaloni, autore della scultura in argento consegnata a Schnabel a Palazzo Vecchio.

Un ulteriore passaggio nel tentativo della Biennale di mettere in relazione il patrimonio storico non soltanto con il collezionismo, ma con linguaggi, pratiche e produzioni del presente.

BIAF 2026: informazioni

34ª BIAF – Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze
26 settembre – 4 ottobre 2026
Palazzo Corsini, Firenze

Apertura tutti i giorni dalle 10.30 alle 19.30.
La biglietteria chiude alle 19.00.

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