Prima che la Costa Smeralda diventasse il simbolo delle estati mondane italiane, in Toscana l’Argentario attirava già attori, musicisti e protagonisti del jet set internazionale. Il suo fascino era quello dei luoghi ancora difficili da raggiungere: una costa frastagliata che precipitava nel Tirreno, poche case nascoste nella macchia mediterranea e quel tanto di isolamento necessario a chi, almeno in vacanza, cercava di sottrarsi ai riflettori.
A Cala Piccola arrivarono anche Elizabeth Taylor e Richard Burton, protagonisti di una delle storie d’amore più fotografate del Novecento. Negli anni questo angolo di promontorio sarebbe diventato il buen retiro di altri volti del cinema, della musica e della televisione, mantenendo intatta quella particolare combinazione di mondanità e discrezione che ancora oggi appartiene all’Argentario.
A fare da sfondo a una parte di questa storia è il Boutique Hotel Torre di Cala Piccola, nato dal progetto dell’imprenditore Carlo Bertuzzi e della compagna Nina Benini. Fu la coppia a immaginare, intorno all’antica torre saracena costruita dai Pisani nel XV secolo, un luogo di villeggiatura capace di assecondare la natura appartata di questo tratto di costa. Un’intuizione destinata a intercettare perfettamente lo spirito dell’epoca.
Più di sessant’anni dopo, qualcosa di quell’idea originaria è rimasto. Oggi Torre di Cala Piccola è un quattro stelle con 53 camere e suite, parte del gruppo Miramis, ma per capire cosa continui ad attirare fin quassù basta percorrere la strada che sale sul promontorio. L’hotel appare quasi all’improvviso, tra i pini marittimi e il mare, piccole costruzioni disseminate lungo la collina, collegate da scalinate e vialetti di pietra. L’edera scende dalle facciate, il verde avvolge le camere e, oltre ogni terrazza, una distesa d’acqua si apre apparentemente senza confini, fino ai profili del Giglio e di Giannutri.

Dormire tra la macchia mediterranea e il Tirreno
Torre di Cala Piccola non segue la struttura dell’albergo tradizionale, ma quella di un piccolo borgo costruito assecondando la geografia della collina. Le 53 camere e suite sono distribuite tra piccole costruzioni immerse nella vegetazione, raggiungibili percorrendo vialetti e scalinate di pietra che contribuiscono alla sensazione di avere, almeno per qualche giorno, un angolo di Argentario tutto per sé.
Le categorie spaziano dalle Classic alle Deluxe e Prestige Vista Mare, fino alle luminose Junior Suite e alla Terrace Suite, fiore all’occhiello di 40 mq di affaccio privato sull’orizzonte. Comfort contemporanei, biancheria raffinata e dettagli curati definiscono un’esperienza intima e rilassante.

Dentro, pietra, terracotta e legno richiamano l’architettura rustica del luogo, ma è soprattutto il rapporto con l’esterno a definire gli spazi. Finestre e terrazze diventano punti di osservazione privilegiati sulla natura che scende lungo il promontorio e lascia progressivamente spazio all’acqua. La si intravede tra gli alberi, compare alla fine di una scalinata, riappare oltre una terrazza e cambia colore con il passare delle ore. Una presenza costante che finisce inevitabilmente per scandire le giornate.
La stessa sensazione accompagna la piscina a sfioro, uno degli angoli più scenografici dell’hotel. Circondata dal verde e protesa verso il panorama, disegna una linea d’acqua che sembra continuare oltre il bordo della vasca, confondendosi in lontananza con quella del mare.

Una scogliera tutta per sé
Il punto in cui Torre di Cala Piccola rivela davvero la propria natura è qualche metro più in basso, nella cala da cui prende il nome. Stretta tra la costa alta e rocciosa dell’Argentario e un’acqua dai riflessi verdi, Cala Piccola è da sempre una delle insenature più esclusive del promontorio. Intorno, ville e residenze immerse nella macchia mediterranea raccontano ancora quella vocazione appartata e mondana che ne ha accompagnato la storia.

Dall’hotel la discesa verso l’acqua conduce fino all’accesso riservato, che si apre su una piccola geometria di terrazze di roccia e ombrelloni ; poco al largo, lo Scoglio del Corallo custodisce alcuni dei fondali più interessanti della baia. Tra le ville nascoste nel verde e le barche che arrivano dal mare, Cala Piccola conserva ancora qualcosa di quella Dolce Vita italiana che negli anni Sessanta portava fin qui attori e protagonisti dello spettacolo. È forse questo il vero privilegio di Cala Piccola: poter vivere un tratto di costa spettacolare senza cancellarne il carattere naturalmente autentico e allo stesso tempo esclusivo.

L’ora più bella è quella del tramonto
Se al Boutique Hotel Torre di Cala Piccola non mancano i panorami, ce n’è uno che ogni sera finisce inevitabilmente per prendersi la scena. La posizione sulla costa occidentale dell’Argentario trasforma l’ora del tramonto in un appuntamento quasi irrinunciabile per cui vale la pena riservare un posto al Bar La Torre, raccolto intorno all’antica torre e affacciato sul mare.
Nel tardo pomeriggio ci si ritrova qui per un cocktail o un calice di vino, ma soprattutto per assistere allo spettacolo: il sole che scende, l’acqua si accende di riflessi dorati e tutt’intorno la luce che cambia. Accanto, il Bistrot La Torre accompagna questo momento con la parte più informale della nuova proposta gastronomica dell’hotel, pensata soprattutto per la condivisione: ostriche e caviale incontrano sapori più legati al territorio, in una carta costruita per accompagnare cocktail, vini e bollicine.
La Maremma arriva a tavola
Con la stagione 2026 anche la cucina ha cambiato passo. Al Ristorante Torre d’Argento, l’Executive Chef Francesco Ferretti ha costruito una proposta che l’hotel definisce Rustic Coastal Cuisine: un incontro tra il mare dell’Argentario e la tradizione più terragna della Maremma.
Pesce locale e crostacei convivono così con carni del territorio, ortaggi stagionali e prodotti selezionati da fornitori locali. La tecnica resta volutamente poco esibita e alcuni piatti recuperano anche una dimensione più classica del servizio, con preparazioni e porzionamenti completati direttamente al tavolo.
Tra quelli scelti per raccontare la nuova identità ci sono la tartare di manzo maremmano con i suoi condimenti e l’Orecchia di Elefante: piatti lontani dall’idea di una cucina di mare necessariamente rarefatta, che riportano nel menu anche quella componente robusta e rurale che appartiene alla gastronomia maremmana.

Il fascino discreto di Cala Piccola
Tra i legami più celebri con Cala Piccola c’è quello di Raffaella Carrà, che qui aveva scelto uno dei suoi luoghi del cuore. La sua villa, affacciata verso l’Isola del Giglio, fu per anni rifugio dalla vita televisiva ma anche spazio di lavoro, dove continuare a immaginare e progettare i suoi programmi. Un rapporto con questo angolo di Toscana rimasto così forte da lasciare ancora oggi una traccia: all’interno di Torre di Cala Piccola, un parco sensoriale porta il suo nome. Un omaggio che aggiunge un altro capitolo alla lunga relazione tra questo luogo e i protagonisti dello spettacolo.
L’Argentario oltre l’hotel
Uscendo da Torre di Cala Piccola si possono trovare alcune delle parti più interessanti della costa toscana. Ci sono Porto Santo Stefano e Porto Ercole, le strade panoramiche del promontorio e la macchia mediterranea; poco più lontano, la Laguna di Orbetello e la sua Oasi WWF. Dal mare, invece, si possono raggiungere le isole dell’Arcipelago Toscano, con escursioni in barca verso Giglio e Giannutri.
Durante la stagione l’hotel prova a portare parte di questo territorio anche al proprio interno. Le serate di Insieme per il Gusto, in programma una volta al mese fino al 25 settembre, coinvolgono produttori locali attraverso food station e degustazioni, mentre gli appuntamenti con Astronomitaly, fino al 6 settembre, spostano lo sguardo dal mare al cielo, abbinando apericena e osservazione delle stelle al telescopio.
Ma forse Torre di Cala Piccola funziona soprattutto quando non c’è bisogno di aggiungere molto altro. Una camera tra il verde, una scala che porta direttamente nel Tirreno, qualche ora sulla scogliera e il sole che tramonta davanti alla torre.
Più di sessant’anni dopo le estati del jet set, il motivo per arrivare fin qui sembra essere rimasto sorprendentemente simile: scoprire un angolo di paradiso e, per qualche giorno, avere davanti agli occhi soltanto il mare.