Conosciuta in tutto il mondo per il suo Vino Nobile, Montepulciano custodisce anche uno dei volti più interessanti del Rinascimento toscano. Tra la Val d’Orcia e la Val di Chiana, il suo centro storico riunisce palazzi signorili, chiese e architetture monumentali, mentre sotto le strade della città si aprono antiche cantine scavate nel tufo. Poco fuori dal centro, immerso nella campagna, il Tempio di San Biagio progettato da Antonio da Sangallo il Vecchio è uno dei grandi capolavori dell’architettura rinascimentale in Toscana.

Ma a raccontare Montepulciano sono anche il paesaggio che la circonda e una cultura enogastronomica profondamente legata al territorio, dai pici alle produzioni vitivinicole che hanno reso celebre questa parte della regione. Una destinazione da scoprire senza fretta, tra arte, vino e indirizzi contemporanei, lasciando spazio anche a qualche deviazione nella vicina Val d’Orcia. Ecco allora cosa vedere, fare e provare durante un weekend a Montepulciano.
Scoprire Montepulciano a piedi
Il modo migliore per scoprire Montepulciano è a piedi, seguendo le strade in salita del centro storico fino a Piazza Grande, cuore monumentale della città, dove palazzi, chiese e stemmi raccontano ancora il lungo confronto tra Firenze, Siena e Perugia per il controllo di questo territorio. Una storia che si legge ancora oggi nella gran parte delle sue architetture, a partire dal Palazzo Comunale. La sua facciata, che richiama in modo inconfondibile Palazzo Vecchio a Firenze, fu voluta proprio per ribadire il legame con la città gigliata; poco distante, anche il Pozzo dei Grifi e dei Leoni conserva ancora lo stemma mediceo.

Bastano pochi passi oltre il Palazzo Comunale perché il centro storico lasci spazio alla campagna. Davanti, i vigneti, la Val di Chiana e il profilo di Montefollonico compongono un paesaggio che sembra quasi dipinto; più in basso, tra le colline, si distingue il profilo monumentale del Tempio di San Biagio.
Raggiungere il Tempio di San Biagio
È proprio verso San Biagio che vale la pena proseguire. Isolato ai piedi della città e progettato da Antonio da Sangallo il Vecchio nel XVI secolo, il tempio a pianta centrale è uno degli esempi più rappresentativi del Rinascimento toscano. Parte del fascino sta anche nel percorso per raggiungerlo, scendendo lungo il Viale di San Bartolomeo, tra filari di cipressi e scorci su un paesaggio ormai iconico, lasciandosi progressivamente alle spalle le strade del centro storico.

Fermarsi al Caffè Poliziano
Lungo la passeggiata nel centro storico c’è una sosta che vale la pena concedersi: quella al Caffè Poliziano, uno degli indirizzi storici di Montepulciano. Le sue origini risalgono alla fine dell’Ottocento, quando i caffè erano luoghi di ritrovo e conversazione, frequentati per incontrarsi e trascorrere qualche ora in compagnia.
Ancora oggi basta entrare per ritrovare qualcosa di quell’atmosfera. Gli interni, con stucchi, grandi vetrate e dettagli Liberty, conservano l’eleganza dei grandi caffè di un tempo, mentre sul retro una terrazza panoramica si apre sulla Val di Chiana. Il posto giusto per concedersi un caffè, una colazione o semplicemente una pausa durante la giornata.
Vivere il Bravìo delle Botti l’ultima settimana di agosto
Se c’è un momento dell’anno in cui emerge l’identità di Montepulciano, è l’ultima settimana di agosto, quando la città si prepara al Bravìo delle Botti. Le otto contrade storiche – Cagnano, Collazzi, Le Coste, Gracciano, Poggiolo, San Donato, Talosa e Voltaia – si contendono il Bravium, un prezioso panno dipinto, in una gara che richiede forza e affiatamento. Coppie di atleti, gli “spingitori”, spingono botti di legno del peso di circa 80 chilogrammi lungo un percorso in salita di oltre un chilometro, dalla Colonna del Marzocco fino al sagrato del Duomo in Piazza Grande.
Nei giorni che precedono la gara – quest’anno dal 22 al 30 agosto – Montepulciano si trasforma in una città in festa. Cene all’aperto nelle contrade, cortei storici, sbandieratori e il Corteo dei Ceri accompagnano l’attesa del Bravìo e offrono l’occasione per conoscere una dimensione della città ancora profondamente legata alle sue tradizioni e alla vita della comunità.

Degustare il Vino Nobile in una cantina storica
Una visita a Montepulciano passa inevitabilmente anche dalle sue cantine storiche. Sotto il reticolo di strade e palazzi del centro si snoda infatti una vera e propria “città sotterranea”, fatta di gallerie, corridoi e ambienti scavati nel tufo, trasformati nei secoli in cantine ipogee dove ancora oggi riposano le botti di Vino Nobile.

Uno degli indirizzi da conoscere è la Cantina Crociani, in via del Poliziano, realtà a conduzione familiare oggi guidata da Susanna Crociani. La sua storia racconta anche la particolare geografia del vino a Montepulciano: le uve di Prugnolo Gentile, Canaiolo e Mammolo nascono e maturano nei circa dieci ettari del vigneto Le Caggiole, alle porte della città, mentre l’invecchiamento del Vino Nobile avviene nel cuore del centro storico, all’interno delle cantine risalenti al Trecento. Le degustazioni sono disponibili tutti i giorni su prenotazione.
Provare l’esperienza di un home restaurant
A Montepulciano la cucina resta profondamente legata alla tradizione toscana, tra ingredienti semplici, sapori decisi e una particolare predilezione per la pasta fatta a mano. A cominciare dai pici, presenza immancabile sulle tavole locali.

Per provare qualcosa di diverso dalla classica cena al ristorante, l’indirizzo da conoscere è A casa di Luca, l’home restaurant dello chef Luca Binarelli, dove la dimensione è volutamente domestica: pochi ospiti, un ambiente raccolto e un menu che cambia seguendo le stagioni e le materie prime del territorio. Si cena come a casa, tra chiacchiere, piatti condivisi e il piacere di stare insieme. Trattandosi di un home restaurant, la prenotazione è necessaria.
Altri indirizzi da provare
Per una cena più tradizionale, nel centro storico ci sono La Pentolaccia, piccola osteria dall’atmosfera intima; Le Logge del Vignola, dove la cucina toscana incontra un approccio più contemporaneo e la Trattoria di Cagnano, per piatti generosi e una dimensione più informale e conviviale.
Fare una deviazione in Val d’Orcia
Lasciata Montepulciano, il viaggio può proseguire ancora per qualche chilometro verso la Val d’Orcia. Nei dintorni di San Quirico d’Orcia, la Cappella della Madonna di Vitaleta appare isolata nella campagna, incorniciata dai cipressi e da uno dei paesaggi più riconoscibili della Toscana. Piccola ed essenziale, è diventata nel tempo una delle immagini simbolo della vallata. Un’ultima tappa prima di lasciare questa parte di Toscana.