Radicondoli Festival festeggia 40 anni: due settimane di teatro, musica e arte nel cuore della Toscana

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Dal 18 al 31 luglio Radicondoli celebra il quarantennale di Radicondoli Festival con un’edizione che riunisce grandi protagonisti della scena italiana, nuove drammaturgie, musica, arte contemporanea e ben otto prime nazionali. Un programma diffuso tra piazze, chiese, boschi e palazzi storici che conferma il ruolo della manifestazione come uno degli appuntamenti culturali più interessanti dell’estate toscana.

Installazione a Belforte di Paesaggi Contemporanei

Diretta da Massimo Luconi, l’edizione 2026 prende ispirazione dai versi di Margherita Guidacci e dal titolo Lascia sia il vento, un invito a rallentare, ritrovare il tempo dell’ascolto e guardare al teatro come spazio di riflessione e incontro. Il cartellone propone 27 spettacoli, 17 compagnie e otto prime nazionali, alternando maestri del teatro, giovani autori e produzioni internazionali.

Un cartellone tra grandi interpreti e nuove drammaturgie

Il festival si apre sabato 18 luglio con l’inaugurazione di Paesaggi Contemporanei, il progetto di arte ambientale che trasforma il territorio in un museo a cielo aperto. La serata prosegue in Piazza della Collegiata con il ritorno di Maria Cassi e il suo Avanzi di Balera, spettacolo surreale tra musica e memoria, seguito da un concerto jazz. Domenica 19 luglio il borgo di Belforte accoglie i musicisti-acrobati del Teatro Necessario, mentre la sera torna protagonista la musica con il concerto di Peppe Voltarelli, tra i più originali interpreti del teatro-canzone contemporaneo.

Avanzi di Balera – Maria Cassi e Leonardo Brizzi

Nei giorni successivi il cartellone alterna prosa, lirica e teatro di narrazione. Francesca Ritrovato porta in scena Alienate, intenso racconto dedicato alle donne rinchiuse nei manicomi, mentre il recital Sotto le stelle dell’opera della soprano Sabina Martin attraversa il grande repertorio lirico, da Puccini a Schubert. Il 21 luglio riflettori puntati su Marco Paolini, che presenta Antenati, uno dei momenti più attesi dell’intero festival, in un racconto che intreccia ecologia, evoluzione e memoria collettiva.

Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo spicca il ritorno dei Marcido Marcidoris, protagonisti con lo storico allestimento de Le Serve di Jean Genet. La stessa giornata ospita anche la prima nazionale di Trace, interpretata dall’attore e regista senegalese Abdou Gueye e tratta dall’opera di Felwine Sarr, una riflessione sul rapporto tra Europa e Africa.

Il festival continua ad affiancare grandi interpreti e nuove scritture. Arianna Scommegna e Mattia Fabris portano in scena Resto qui, tratto dal romanzo di Marco Balzano, Nicola Russo affronta il tema dell’identità e delle migrazioni con Christophe, mentre le prime nazionali firmate da Francesco Dendi, Davide Nicolini, Ciro Gallorano e Carlo Caracciolo confermano Radicondoli come uno degli osservatori più attenti alla nuova drammaturgia italiana.

Fabris e Scommegna | credit Le Pera

L’ultima settimana tra prime nazionali e grandi protagonisti

L’ultimo fine settimana concentra alcuni degli appuntamenti più intensi della manifestazione. Dacia Maraini firma Corpo felice, interpretato da Federica Di Martino, mentre la cantante e attrice Flo, accompagnata da un coro di dieci donne, dà voce ai versi di Erri De Luca in Solo andata, dedicato al viaggio dei migranti nel Mediterraneo.

Domenica 26 luglio il festival prosegue con la prima nazionale del regista Ciro Gallorano, seguita dall’Ismene di Elena Arvigo e dalla potente interpretazione di Laura Marinoni in Madre Coraggio. Il giorno successivo il regista Nicola Zavagli firma La magnifica imperfezione, spettacolo che porta sul palco l’ex campione del mondo di pallavolo Andrea Zorzi, affiancato dall’attrice Beatrice Visibelli.

Il momento più simbolico dell’intera edizione arriva il 29 luglio con la prima nazionale di Lascia sia il vento, spettacolo dedicato a Margherita Guidacci nello scenario naturale del Boschetto al Pianetto. L’architettura sonora di Mirio Cosottini, l’interpretazione di Sandra Bedino e un coro di voci bianche danno vita al manifesto poetico del festival. La stessa sera Mariangela D’Abbraccio rende omaggio a Billie Holiday in uno spettacolo dedicato alla leggendaria cantante jazz.

Il programma si avvia verso la conclusione con il ritorno del Teatro Necessario e il suo acclamato Clown in libertà, affiancato dall’esperienza immersiva di Armonie nel bosco, pensata per valorizzare il rapporto tra musica e natura. L’ultima giornata si apre con un progetto di ricerca musicale firmato da Mirio Cosottini e Tonino Miano e si chiude a Belforte con il concerto del Giulia Bertasi Trio, dedicato alle grandi colonne sonore del cinema.

Paesaggi Contemporanei: quando l’arte dialoga con il territorio

Accanto agli spettacoli, Paesaggi Contemporanei continua a raccontare il dialogo tra arte e territorio attraverso nuove installazioni e opere permanenti. Tra i progetti di quest’anno figurano la monumentale scultura in ferro riciclato L’Inferno di Dante di Moussa Traore, le installazioni di Giuliano Tomaino nel centro storico di Belforte, la mostra fotografica Abitare l’arte di Luca Gilli dedicata a Fabio Gori e il restauro di alcune opere già presenti nel borgo. A queste si affianca Paesaggi Futuri, sezione dedicata a otto artisti under 35 impegnati in residenze artistiche sviluppate in collaborazione con la Fondazione Gori – Celle.

Paesaggi Contemporanei: quando l’arte dialoga con il territorio

A completare il programma sono le attività di formazione realizzate insieme alle università toscane e a numerose istituzioni culturali, un’attenzione costante alla sostenibilità ambientale e la presentazione del volume 40 anni di Festival fra tradizione e innovazione, edito da Gli Ori con prefazioni, tra gli altri, di Dacia Maraini e Franco Arminio.

Quarant’anni dopo la sua nascita, Radicondoli Festival continua ad essere un punto di riferimento della scena culturale contemporanea, trasformando piazze, boschi e luoghi storici in un grande palcoscenico diffuso dove teatro, musica e arte dialogano con il paesaggio.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: www.radicondoliarte.org

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