A Pietrasanta apre il Museo Mitoraj: un nuovo polo internazionale dedicato alla scultura contemporanea

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Il legame tra l’artista polacco-francese Igor Mitoraj e Pietrasanta affonda le sue radici in oltre trent’anni di dialogo con le botteghe e le fonderie del territorio, in una città che ha fatto della scultura uno dei propri linguaggi identitari. A dodici anni dalla sua scomparsa, Pietrasanta aggiunge un nuovo tassello al percorso che l’ha resa un punto di riferimento internazionale per la scultura con l’apertura, avvenuta lo scorso 6 giugno, del Museo Mitoraj, istituzione nata per custodire e valorizzare l’eredità del grande artista e, al tempo stesso, promuovere la ricerca e la produzione contemporanea.

Museo Mitoraj © Nicola Gnesi

Il museo inaugura la propria attività con Mitoraj. Present, mostra curata da Frank Boehm che presenta per la prima volta al pubblico la donazione di 69 opere resa possibile da Jean-Paul Sabatié, erede dell’artista e presidente della Fondazione Museo Igor Mitoraj.

Nato dalla collaborazione tra Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Pietrasanta, il nuovo polo culturale si propone di consolidare il legame tra l’opera dello scultore e il territorio che lo ha accolto per oltre trent’anni, trasformando una vicenda artistica individuale in un progetto di respiro internazionale.

Architettura, luce e spazio urbano

Il museo trova sede nell’ex mercato comunale progettato nel 1968 da Tito Salvatori e recentemente riqualificato dallo studio OBR di Paolo Brescia e Tommaso Principi.

Fondato nel 2000 dai due architetti, che hanno condiviso parte del loro percorso professionale con Renzo Piano, OBR ha costruito la propria ricerca attorno al dialogo tra patrimonio esistente e nuove funzioni culturali, firmando interventi come la Galleria Sabauda di Torino, il MIND Innovation Hub e il MITA – Museo Internazionale del Tappeto Antico di Brescia. Dal 2018 i progetti dello studio fanno parte della collezione permanente del MAXXI di Roma.

Il progetto di riconversione ha trasformato l’edificio modernista in uno spazio espositivo permeabile alla luce naturale, dove le pareti perimetrali in vetro contribuiscono a creare un’atmosfera in continuo mutamento. Di sera, il museo si accende come una lanterna urbana, rafforzando il dialogo tra il centro storico e la stazione ferroviaria.

Ad accogliere i visitatori, nella piazza verde affacciata su via Oberdan, sono Corazza, monumentale scultura in bronzo di Mitoraj, e un ulivo secolare, uno degli alberi più amati dall’artista.

Museo Mitoraj © Nicola Gnesi

Mitoraj. Present: la mostra inaugurale

Sculture in marmo, bronzo e resina dialogano con una selezione di gioielli che restituisce la complessità della ricerca di Mitoraj, fondata sulla tensione tra armonia classica e frammentazione contemporanea.

Museo Mitoraj © Nicola Gnesi

Tra le opere esposte spicca Bocca della rocca bianca (1985), monumentale scultura in marmo bianco apuano che sintetizza la poetica dell’artista, sospesa tra ideale di perfezione e senso della rovina. Accanto ai lavori di grande formato trovano spazio opere più intime, come Torso bijoux (1977), piccolo gioiello in argento dorato che racchiude, in scala ridotta, gli elementi distintivi del suo immaginario.

L’allestimento, progettato dallo stesso Boehm, affida a plinti in legno grigio scuro, teche in vetro e quinte bianche il compito di amplificare la presenza plastica delle opere, mentre il bozzetto della Fontana del Centauro si impone come uno dei nuclei centrali del percorso espositivo.

Igor Mitoraj e Pietrasanta, una storia lunga oltre trent’anni

Nato a Oederan, in Germania, nel 1944 e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Cracovia sotto la guida di Tadeusz Kantor, Igor Mitoraj si trasferisce a Parigi nel 1968 prima di scegliere Pietrasanta come luogo d’elezione per il proprio studio.

Le sue opere, caratterizzate da corpi frammentati, volti bendati e riferimenti alla classicità, sono oggi presenti in alcuni dei più importanti contesti pubblici internazionali, da Piazza dei Miracoli a Pisa a Canary Wharf a Londra, fino alla Valle dei Templi di Agrigento e alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma. Teste monumentali, busti acefali, arti mutilati e superfici segnate da fenditure e bendaggi compongono un immaginario in cui il frammento non rappresenta una perdita, ma una forma compiuta di memoria.

Oltre il museo monografico

La direzione del museo è affidata a Frank Boehm, curatore, architetto ed editore con una consolidata esperienza internazionale. Già direttore del Museum Insel Hombroich, nei pressi di Düsseldorf, e in Italia della Fondazione La Raia, Boehm ha costruito la propria ricerca attorno alla relazione tra arte, architettura e paesaggio.

In passato è stato curatore della Deutsche Bank Collection Italy, direttore artistico di Miart e ha curato mostre dedicate ad artisti, fotografi e architetti internazionali. È inoltre cofondatore ed editore di METER Books.

La sua visione supera l’idea di museo monografico per trasformare il Museo Mitoraj in una piattaforma internazionale dedicata alla scultura contemporanea, capace di mettere in relazione produzione artistica, saper fare artigiano e territorio. Tra gli obiettivi statutari figurano non solo lo studio e la valorizzazione dell’opera di Mitoraj, ma anche la promozione di mostre, progetti di ricerca e programmi pubblici dedicati agli artisti contemporanei.

Museo Mitoraj © Nicola Gnesi

È già annunciato per la primavera del 2027 Figura, il primo appuntamento di un programma espositivo che conferma la volontà del museo di consolidare il dialogo tra produzione artistica, artigianato e territorio, rafforzando ulteriormente il ruolo di Pietrasanta come uno dei principali centri europei della scultura contemporanea.

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