Che significato ha oggi il pane? Nutrimento, gesto quotidiano, simbolo religioso, misura concreta di bisogni e disuguaglianze. Un elemento apparentemente semplice che attraversa culture e tradizioni diverse e che, nella ricerca dell’artista Narine Arakelian, diventa il punto di partenza per una riflessione più ampia sul presente. Fino al 30 maggio 2026 la Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze ospita Pane, la nuova mostra dell’artista di origini armene, un progetto che utilizza uno dei simboli più antichi della cultura umana per interrogare questioni profondamente contemporanee.
Già protagonista di tre edizioni della Biennale di Venezia, Arakelian porta a Firenze una ricerca che intreccia spiritualità, memoria culturale e temi sociali, mettendo al centro un concetto che supera il semplice nutrimento fisico per estendersi a una dimensione etica e collettiva.

Pane: la mostra di Narine Arakelian
Fulcro del percorso espositivo è una grande scultura realizzata in tufo rosa proveniente dall’Armenia, ispirata alla tradizione dell’offerta del pane nella città di Matera. L’opera, suddivisa in tredici parti, richiama la memoria dell’Ultima Cena e il valore rituale della condivisione, trasformando il pane in un simbolo che parla di comunità, appartenenza e responsabilità collettiva.
Ma Pane evita ogni lettura esclusivamente spirituale o tradizionale. Sulla superficie del cosiddetto pane di pietra compaiono segni e riferimenti che appartengono al nostro presente: pattern che richiamano l’universo delle criptovalute e citazioni come to be or not to be introducono un dialogo tra materia e sistemi sempre più immateriali.

È proprio qui che emerge la domanda che attraversa l’intera mostra: cosa rappresenta oggi il pane quotidiano? In un tempo in cui risorse concrete, economie digitali e dinamiche speculative convivono, Arakelian utilizza la scultura per interrogarsi sul significato della condivisione e sul rapporto tra individuo, comunità e valore.
Accanto all’opera Pane, il percorso include anche il video Rinascita Subconscia (2019) e una selezione di lavori recenti tra pittura, installazione e scultura già presentati nel 2024 al Museo d’Arte Moderna di Erevan. Tra questi il polittico Lettere, il trittico LOVE CORE HOPE e il dittico Afrodite.
Nata a Tynda, in Siberia, e oggi attiva tra Venezia e Los Angeles, Narine Arakelian sviluppa una ricerca multidisciplinare che attraversa performance, installazioni, video e nuove tecnologie. Al centro del suo lavoro tornano temi come identità, memoria culturale e giustizia sociale, affrontati attraverso linguaggi visivi che uniscono formazione classica e sperimentazione contemporanea.
Informazioni
Pane di Narine Arakelian sarà visitabile dal 15 al 30 maggio 2026 presso la Sala delle Esposizioni dell’Accademia delle Arti del Disegno, in Via Ricasoli 68 a Firenze. La mostra sarà aperta dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 19, mentre la domenica dalle 10 alle 13. Chiusura il lunedì. L’ingresso è gratuito.