Con l’arrivo della primavera in Toscana giardini e spazi all’aperto tornano a essere protagonisti. Accanto al patrimonio storico e gastronomico, la regione custodisce una rete di giardini e parchi d’artista che proprio in questa stagione si rivelano nel loro momento più suggestivo.

Negli ultimi anni, questo tipo di turismo ha accompagnato la riscoperta di un modo di viaggiare più attento al paesaggio e alla dimensione sensoriale. Spazi all’aperto in cui natura e intervento umano dialogano attraverso progetti capaci di intrecciarsi con l’ambiente e di restituire un’esperienza che è insieme visiva, culturale e contemporanea.
EdV Garden a Firenze
«Coltivo l’idea che l’emozione che suscita un giardino sia un’emozione delicata, lieve, come il battito d’ali di una farfalla». È da questa visione di Alice Esclapon de Villeneuve che nasce l’EdV Garden, poco sopra il Piazzale Michelangelo. Un giardino affacciato sui tetti di Firenze e sulla cupola del Brunelleschi, concepito inizialmente come spazio intimo e familiare e diventato nel tempo un luogo dedicato alla creatività, alla contemplazione e al rapporto con la natura.

Tra sentieri e installazioni artistiche il giardino si sviluppa come un percorso immersivo in cui opere e paesaggio dialogano senza soluzione di continuità, come in un parco fiabesco. In primavera, quando le fioriture rendono più vivido il contrasto tra verde e architettura, lo spazio esprime con particolare evidenza il suo carattere raccolto e visionario. Una volta raggiunti l’anfiteatro naturale e la terrazza panoramica, lo sguardo scivola sulla città, tra il verde della collina e i suoi profili più iconici (www.edvgarden.com).
Giardino Viaggio di Ritorno a Castiglione della Pescaia

A Castiglione della Pescaia, nel cuore della Maremma, l’artista e bioarchitetto Rodolfo Lacquaniti ha dato vita a un progetto che è un inno alla rinascita: il Giardino Viaggio di Ritorno. In primavera lo spazio si trasforma in un palcoscenico vibrante, dove la natura che germoglia avvolge sculture nate da materiali rigenerati e reinterpretati. È un’esperienza che invita a riflettere sul nostro legame con l’ambiente: qui ciò che era scarto riprende vita, dialogando con la delicatezza della bella stagione. Passeggiare tra installazioni site-specific e vegetazione spontanea permette di scoprire il paesaggio maremmano in un percorso che unisce percezione e immaginazione (www.viaggiodiritorno.it).
Giardino Emozionale sulla Costa degli Etruschi

Nell’entroterra della Costa degli Etruschi, vicino all’iconico borgo di Bolgheri, il Giardino Emozionale del Podere La Gualda Vecchia, si risveglia in primavera come un tempio dedicato alla riconnessione con la natura. Conosciuto come il Sentiero di Piume, questo luogo a Monteverdi Marittimo è un viaggio introspettivo dove il bosco si apre in piazze d’arte e installazioni simboliche. La visita attraversa aree tematiche dedicate ai quattro elementi – acqua, terra, fuoco e aria – mentre i centri energetici disseminati lungo il percorso invitano a ritrovare il proprio equilibrio interiore, accompagnando in un percorso più contemplativo (www.lagualdavecchia.it).
Giardino dei Tarocchi a Capalbio
Nella bassa Maremma grossetana, a Capalbio, si trova un giardino dove la realtà cede il passo alla fantasia: il Giardino dei Tarocchi. Nato dal genio di Niki de Saint Phalle, questo parco è un’esplosione di vita e colori che in primavera raggiunge il suo massimo splendore. I mosaici in ceramica, vetro e specchio delle ventidue sculture monumentali creano giochi cromatici che sembrano danzare tra la vegetazione rigogliosa. Durante la visita al Giardino dei Tarocchi si passeggia tra gli Arcani Maggiori, percorrendo un labirinto magico dove l’arte contemporanea dialoga con il risveglio della natura (www.ilgiardinodeitarocchi.it).
Giardino di Daniel Spoerri a Seggiano

Alle pendici del Monte Amiata, nel borgo di Seggiano, si trova un giardino dove il confine tra immaginazione e realtà si fa sottile: è il Giardino di Daniel Spoerri. Con la riapertura fissata tradizionalmente intorno a Pasqua, la primavera e l’estate diventano il momento ideale per visitare questo parco di 16 ettari. Mentre la natura si risveglia in un’esplosione di verde e fioriture selvatiche, oltre 100 installazioni emergono dal paesaggio come apparizioni oniriche. Durante la visita ci si imbatte nei celebri quadri-trappola e nelle opere di oltre 50 artisti internazionali che hanno scelto di dialogare con gli ulivi e le colline toscane. L’aria frizzante della bella stagione accompagna lungo un percorso sensoriale, dove il bronzo e i materiali di recupero sembrano quasi vibrare sotto la luce del sole (www.danielspoerri.org).
Parco di Pinocchio e Giardino Garzoni a Collodi

Nel borgo di Collodi, tra Lucca e Pistoia, il Parco di Pinocchio unisce arte contemporanea, paesaggio e immaginario letterario in uno dei luoghi più simbolici della Toscana. Nato negli anni Cinquanta come primo giardino d’arte contemporanea dedicato alla fiaba di Carlo Lorenzini, il parco conserva opere e installazioni firmate da artisti e architetti come Emilio Greco, Venturino Venturi e Pietro Porcinai.
Il complesso comprende anche lo storico Giardino Garzoni con Villa Garzoni e la Casa delle Farfalle. Tra giochi prospettici, architetture verdi e il profilo della villa, il Giardino Garzoni rappresenta una delle espressioni più scenografiche del giardino barocco toscano. Un luogo che continua a rinnovare il legame tra patrimonio culturale e paesaggio, proprio nell’anno che accompagna le celebrazioni peril bicentenario della nascita di Carlo Collodi (www.pinocchio.it).

OCA Oasy Contemporary Art and Architecture sull’Appennino Pistoiese
Immerso nel paesaggio dell’Oasi Dynamo, sull’Appennino Pistoiese, OCA – Oasy Contemporary Art and Architecture è un percorso d’arte contemporanea diffuso nella natura. Installazioni, architetture e interventi site-specific dialogano con boschi, radure e sentieri, trasformando il paesaggio in parte integrante dell’esperienza.

Il progetto riunisce opere di artisti e architetti internazionali come Kengo Kuma, Alejandro Aravena, Matteo Thun, Quayola e da questo anno Arne Quinze, costruendo un itinerario in cui arte contemporanea e ambiente si combinano senza separazioni nette. Sotto la direzione artistica di Emanuele Montibeller, OCA dal 2023 è cresciuta gradualmente, offrendo un’esperienza che supera l’idea di parco di sculture o museo all’aperto: ogni intervento nasce infatti da un confronto diretto con il luogo, ridefinendone la percezione come un interlocutore attivo (www.oasycontemporaryart.com).