Le giornate si allungano, la luce torna a scaldare le facciate dei palazzi e la città ricomincia lentamente a vivere gli spazi all’aperto. Siamo nel mese di marzo, il momento in cui l’inverno inizia ad allentare la presa e l’orizzonte della primavera si fa più vicino: una stagione di passaggio che invita a uscire, tra passeggiate e nuove tappe nei musei e negli spazi espositivi.
Da Rothko a Baselitz, dalla scultura di Mario Ceroli alle installazioni contemporanee di Alfredo Pirri e Giuseppe Lo Schiavo, il nuovo calendario espositivo offre un itinerario che attraversa maestri del Novecento e nuove sperimentazioni. Ecco quindi cinque mostre da non perdere a Firenze e dintorni questo mese.
Alfredo Pirri – Quello che avanza
Polytropon Arts Centre, Pelago
Dal 1° marzo al 21 giugno 2026
Recentemente inaugurato a Pelago, il Polytropon Arts Centre è un nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea in cui arti visive, musica, performance e workshop dialogano con l’architettura originale e il paesaggio circostante. A segnare la prima apertura è la mostra Quello che avanza di Alfredo Pirri, un’installazione ambientale site-specific concepita per questi spazi e visitabile fino al 21 giugno. Il progetto riunisce 144 cianotipie: opere nate in momenti diversi della ricerca dell’artista, chiamate qui a dialogare per la prima volta.
La presenza del fiume Sieve che scorre attraverso le ampie vetrate, la qualità della luce e la dimensione naturale del luogo diventano parte integrante dell’installazione: gli ambienti ampi e luminosi del centro suggeriscono l’immagine di una sorta di nave che attraversa il paesaggio, trasformando la visita in un’esperienza immersiva.

Mario Ceroli – Mito e Materia
Tornabuoni Arte, Firenze
Dall’11 marzo al 29 maggio 2026
La galleria Tornabuoni Arte dedica una mostra personale a Mario Ceroli, attraversando l’intero arco della sua ricerca, dal legno al bronzo. Il legno, materia primaria e identitaria della sua scultura, diventa veicolo di un’idea di gesto originario capace di trasformarsi in racconto e memoria. Opere come Gloria eterna ai caduti per la pittura (1972) trasformano la scrittura in monumento ironico e critico, mentre il dialogo con la storia dell’arte riaffiora nelle sagome dei Bronzi di Riace degli anni Ottanta.
Il percorso mette in luce anche il passaggio al bronzo, che non rappresenta una rottura ma un’estensione del linguaggio ceroliano verso una dimensione più classica e monumentale. Al centro della mostra emerge Squilibrio (1988), simbolo di una condizione umana instabile ma vitale.

Mark Rothko
Palazzo Strozzi, Firenze
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026
Dal 14 marzo al 23 agosto 2026 Palazzo Strozzi ospita una delle più importanti mostre mai dedicate a Mark Rothko (1903–1970), figura centrale dell’arte moderna americana.
Curata da Christopher Rothko ed Elena Geuna, Rothko a Firenze è un progetto concepito appositamente per gli spazi rinascimentali del palazzo e per il rapporto speciale che l’artista ebbe con la città. L’architettura di Palazzo Strozzi diventa infatti lo scenario ideale per esplorare la tensione tra misura classica e libertà espressiva che attraversa la pittura di Rothko, dove il colore si trasforma in esperienza spaziale capace di superare la bidimensionalità della tela.
La mostra ripercorre l’intera carriera dell’artista con oltre 70 opere provenienti da importanti collezioni internazionali, tra cui il MoMA e il Metropolitan Museum di New York, la Tate di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.
Il progetto si estende inoltre in città con due sezioni satellite: al Museo di San Marco, dove le opere dialogano con gli affreschi di Beato Angelico, e nel Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana progettato da Michelangelo.

Georg Baselitz – AVANTI!
Museo Novecento, Firenze
Dal 25 marzo al 13 settembre 2026
Il Museo Novecento dedica una grande mostra a Georg Baselitz, pittore tedesco e figura pionieristica e anticonformista dell’arte contemporanea. Il progetto espositivo, realizzato in collaborazione con lo studio dell’artista, riunisce circa 170 opere tra incisioni, dipinti e sculture distribuite sui tre piani del museo. Al centro della mostra c’è soprattutto la produzione grafica di Baselitz, una dimensione fondamentale della sua ricerca che attraversa oltre sessant’anni di lavoro.
Celebre per il rovesciamento delle immagini, gesto che destabilizza la percezione e costringe lo spettatore a ricominciare da capo, Baselitz ha sempre concepito l’arte come processo di trasformazione e gesto sovversivo. La mostra racconta anche il legame dell’artista con Firenze: nel 1965 Baselitz soggiorna in città grazie alla borsa di studio di Villa Romana, entrando in contatto con l’arte anticlassica del Cinquecento italiano, da Rosso Fiorentino a Pontormo.

Giuseppe Lo Schiavo – Rotta
Palazzo Vecchio, Firenze
Fino al 29 marzo 2026
Fino al 29 marzo la Sala d’Arme di Palazzo Vecchio ospita Rotta, progetto site-specific dell’artista e visual researcher Giuseppe Lo Schiavo, a cura di Serena Tabacchi. Un’installazione immersiva che intreccia immagini, suono e scultura trasformando uno degli spazi più simbolici della città in un luogo di riflessione sul Mediterraneo contemporaneo.
Al centro del lavoro c’è il mare come confine fragile e teatro di assenze, dove la storia si intreccia con la cronaca delle migrazioni. Il progetto nasce da una performance realizzata in mare aperto, in cui una banda musicale ha eseguito due requiem e brani contemporanei su imbarcazioni disposte al largo della costa.
Nello spazio espositivo il racconto prende forma attraverso un paesaggio sonoro e scultoreo: tra le presenze più suggestive, delfini in bronzo a grandezza naturale che dialogano con l’architettura rinascimentale della sala, trasformata in una sorta di cassa armonica contemporanea.
