Ligabue. Il ruggito dell’anima: la mostra agli Arsenali Repubblicani di Pisa

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Trovarsi di fronte all’opera di Antonio Ligabue può lasciare disorientati. Le immagini di uomini e animali, dipinti con colori intensi e vivi, rendono testimoni di attimi inarrestabili: un balzo, uno scatto, un ruggito. Il momento in cui il corpo si tende, l’istinto prende forma e la natura sembra trattenere il respiro. In questa tensione di luci e di ombre si apre Ligabue. Il ruggito dell’anima, la mostra esposta agli Arsenali Repubblicani di Pisa e visitabile fino al 10 maggio 2026.

ANTONIO LIGABUE, Testa di tigre, olio su tela, 1957

Antonio Ligabue e l’urgenza della pittura

Per Antonio Ligabue, l’arte ha rappresentato da sempre un’esigenza profonda e istintiva, un modo per affrontare le difficoltà e i tormenti della vita. Questa urgenza espressiva si riflette nella potenza visiva delle sue opere, capaci ancora oggi di emozionare e toccare l’animo di chi le osserva. La mostra celebra il percorso di questo genio visionario in continua evoluzione, mettendo in luce la sua incessante ricerca artistica, caratterizzata da un uso audace del colore, violento ma armonico e da una forza emotiva intensa. Il suo linguaggio iconografico, al tempo stesso popolare e sofisticato, prende forma in dipinti di grande impatto.

Tra uomo e animale

Il percorso della mostra conduce attraverso le tappe fondamentali della vita e dell’attività artistica di Ligabue, svelando alcune delle sue opere più emblematiche. Tra queste spiccano i celebri autoritratti e le iconiche raffigurazioni di animali feroci: tigri maestose, leopardi, rapaci in azione o impegnati in lotte per la sopravvivenza e leoni imponenti. Un viaggio immersivo in una giungla aspra e magnetica, che esprime con forza l’intensità visiva e simbolica del mondo interiore dell’artista.

ANTONIO LIGABUE, Volpe con rapace, olio su tela, 1959

Ligabue dipinge come chi cerca di respirare. La sua pittura non osserva: divora. Ogni tigre, ogni cavallo, ogni gallo in lotta è una parte di sé che emerge dalla tela con un’urgenza che non ammette riposo. Nella prima sala, gli animali irrompono nello spazio come presenze totali: il mondo contadino e il bosco padano si fondono in un unico teatro primordiale. In Tigre con ragno, il corpo dell’animale si tende in un equilibrio impossibile fra grazia e furia, mentre in Lotta di galli la violenza diventa danza.

ANTONIO LIGABUE, Lotta di Galli, olio su faesite, 1954

La giungla interiore di Antonio Ligabue

Cresciuto ai margini, esiliato e deriso, Ligabue trova nella pittura un modo di esistere. La sua selva di colori è rifugio e confessione. Quando dipinge un leone o una tigre, è sé stesso che mette in scena: l’artista che ruggisce contro il silenzio, che tenta di riconoscersi nello sguardo dell’animale. È questa la chiave del suo ruggito dell’anima: un suono che nasce dal profondo, in cui il dolore diventa canto. Le sue creature non appartengono più solo alla pianura padana. In Fagiani, la luce scivola sulle piume con una dolcezza inattesa, mentre nelle sculture come il Levriero, il gesto si fa concentrato e scavato. L’uomo e l’animale si fronteggiano come in uno specchio doppio, due forze che si riconoscono e si temono.

Tra visione e sopravvivenza

In opere come Testa di tigre o Tigre con indigeno, la ferocia si unisce alla visione. Ligabue non ha mai visto la giungla, eppure la dipinge come se l’avesse dentro: il suo mondo mentale, popolato di paure e desideri, dove ogni foglia brilla come una ferita. Le scene corali – cavalli al galoppo, uomini e animali travolti dallo stesso destino – trasformano la sua pianura in un mito personale, dove il colore diventa anelito di libertà.

ANTONIO LIGABUE, La traversata dalla siberia, 1959, olio su tela

Il silenzio finale

Nell’ultima parte del percorso, la pittura si fa raccolta. Nella Ultima opera, Ligabue non ruggisce più: ascolta. Il colore si ritira, lasciando emergere un silenzio che non è vuoto, ma pace. Ogni quadro, ogni scultura, ogni segno contiene la stessa domanda: chi sono io dentro questa natura che mi respinge e mi accoglie? Ligabue risponde con la lingua che conosceva – colore, furia, luce – trovando una verità universale: la ricerca del proprio ruggito nel buio.

Informazioni e orari

La mostra “Ligabue. Il ruggito dell’anima” è visitabile agli Arsenali Repubblicani di Pisa, in Via Bonanno Pisano 2, con accesso da Piazza Terzanaia. Gli orari di apertura sono dal mercoledì al venerdì, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00, mentre il sabato, la domenica e nei giorni festivi l’esposizione resta aperta dalle 10:00 alle 19:00.

Prodotta da ARTIKA di Daniel Buso ed Elena Zannoni, con il patrocinio del Comune di Pisa e della Fondazione Augusto Agosta Tota per Antonio Ligabue e curata da Mario Alessandro Fiori, segretario generale della Fondazione, unitamente alla Direzione Artistica di Beside Arts, la mostra racconterà con oltre 80 opere la vita, la psiche e la storia tormentata di questo affascinante artista.

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