Camminare lungo il sentiero che conduce allo Spazio Performatico ed Espositivo della Tenuta Dello Scompiglio è già un invito a predisporre lo sguardo, a lasciarsi sorprendere. Si avanza tra natura e silenzio, preparandosi – senza saperlo – a entrare in un luogo che è insieme soglia e vertigine, stanza e scenario, architettura e visione.
Ad attendere i visitatori questa volta è una sala dove il rigore geometrico si incrina, le certezze percettive si mettono in discussione e l’errore perde la sua accezione abituale per farsi possibilità. Un intreccio di linee nere, tracciate con nastro adesivo su fondo bianco, attraversano pareti, pavimento e soffitto, trasformando lo spazio in una griglia sospesa tra logica e distorsione. È immersi in questa trama, essenziale e ipnotica, che si intuisce di essere di fronte ad Analisi dell’errore, la mostra personale dell’artista altoatesina Esther Stocker, a cura di Angel Moya Garcia, visitabile fino al 28 settembre 2025 nella Tenuta Dello Scompiglio.

Un’installazione ambientale avvolgente, che spinge lo spettatore ad addentrarsi fisicamente in un reticolato visivo solo in apparenza razionale, ma in continuo slittamento; a perdere l’equilibrio e ritrovarlo un istante dopo; a osservare forme che sembrano sul punto di collassare o ricomporsi. Nella visione dell’artista ciò che devia dall’ordine prestabilito non è un inciampo da correggere ma un’opportunità per guardare la realtà interpretandola da nuove prospettive. Un’imperfezione che cambia la percezione e che apre altre letture.
In un ambiente dominato da regole geometriche, sono proprio le piccole anomalie a generare movimento, ritmo, domande. Stocker non cerca di mascherare i tratti che non collimano, anzi: li mette al centro, li analizza, li rende evidenti. L’occhio si abitua a cercare irregolarità minime che trasformano un sistema apparentemente rigido in un organismo vivo, in continua ridefinizione.
La prima sezione espositiva della mostra si compone di una serie di dipinti che introducono la grande installazione centrale, sfidando i limiti della regolarità. Un’infinità di linee ortogonali genera geometrie solo in apparenza stabili, creando un dispositivo visivo che sembra perdere progressivamente definizione, come un sistema che ne rivela la fragilità, permettendo di riordinare la conoscenza della realtà in cui viviamo.

Dello Scompiglio: tra arte, natura e cucina
L’arte contemporanea a Dello Scompiglio non è un episodio isolato. Situato sulle colline di Vorno, alle porte di Lucca, e nato dalla visione dell’artista e regista Cecilia Bertoni, il Progetto Dello Scompiglio prende vita in un luogo dove cultura, coltura e gastronomia si contaminano senza soluzione di continuità. L’Associazione Culturale promuove una programmazione multidisciplinare che spazia tra arti visive, performance, musica, incontri e attività per bambini, spesso in dialogo diretto con gli spazi naturali e architettonici della Tenuta. Ogni intervento si misura con la materia e con i limiti, come accade in Analisi dell’errore, dove la geometria di Stocker incontra l’architettura per suggerire nuove visioni.

Nel parco, una collezione permanente di opere site-specific si mimetizza tra gli alberi: camminamenti, installazioni, sculture che sembrano emergere spontaneamente dal paesaggio. Perdersi nel bosco significa incontrare l’arte in un tempo sospeso, come se fosse parte organica del terreno. Nel percorso si possono trovare: Waiting for a landslide, di Andrea Nacciarriti; Camera #3, installazione di Cecilia Bertoni e Claire Guerrier con Carl G. Beukman; There is not a priori answer to this dilemma (The Dolphin Hotel) di Francesca Banchelli; W18S di Antonio Rovaldi e Ettore Favini; Un Esilio di Valentina Vetturi; L’Attesa di Cecilia Bertoni con Carl G. Beukman; Arie per lo Scompiglio di Alfredo Pirri.
La Cucina Dello Scompiglio: vini naturali e prodotti bio
Lo stesso legame con la terra si rinnova nella Cucina Dello Scompiglio, dove la materia prima è protagonista. Situata nel primo caseggiato che accoglie i visitatori, la cucina nasce all’interno di un vecchio fienile restaurato secondo i principi della bioarchitettura. Le sale calde e luminose, con le pareti “a mandolata” tipiche della tradizione lucchese, conservano la memoria dei tempi in cui l’edificio era adibito a ristoro per le maestranze forestiere. All’esterno, una pedana immersa nei vigneti si apre sul paesaggio che si estende fino alle Alpi Apuane, avvolta dai profumi di erbe officinali e fiori spontanei.

Le proposte culinarie si costruiscono intorno all’orto biologico e alla parte agricola della Tenuta: verdure e frutta di stagione, varietà locali, erbe e fiori raccolti quotidianamente diventano ingredienti di piatti che celebrano il territorio, coniugando tecniche antiche e tecnologie contemporanee. Ogni preparazione nasce nel rispetto della storia degli ingredienti e della cultura gastronomica locale, generando esiti sorprendenti ma radicati nella tradizione.
Ad accompagnare i piatti i vini naturali “Lavandaia”, prodotti dalla stessa Tenuta e frutto di una viticoltura attenta e sostenibile. Il nome è un omaggio a un’antica sorgente locale un tempo frequentata dalle lavandaie del borgo: un’acqua che da secoli attraversa e nutre queste terre, e che oggi riaffiora nel calice sotto forma di racconto liquido, espressione autentica dell’identità del luogo.
Tenuta dello Scompiglio – Vorno (Lucca)
Info: delloscompiglio.org