«Scrivere è servito a rimettere insieme i pezzi, metterli in scena mi ha concesso di farli rivivere». È da questo spazio intimo e profondo che prende vita Alma, il cortometraggio tratto dal libro Alma, il dolore agile della scrittrice e poetessa Ilaria Maria d’Urbano, che verrà proiettato in anteprima giovedì 22 maggio (ore 10 e ore 18), nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze.
Alma (dal latino anima: soffio, respiro vitale e almus: che nutre, che fa crescere; dal greco άλμα: salto), è la storia di una bambina che diventa ragazza e poi donna, del suo intenso percorso di trasformazione e di crescita fatti di salti di «consapevolezza», come suggerisce l’etimologia del nome, in un intreccio silenzioso tra mondo onirico e mondo spirituale.

Le immagini che si susseguono sullo schermo descrivono un tempo lento, come frammenti di memoria che ritrovano il loro posto, come un fiato sospeso che diventa respiro regolare, raccontando una perdita familiare attraversata con delicatezza e coraggio. «Un atto di guarigione» lo descrive Ilaria, «che arriva al termine di un lungo percorso di riconciliazione con me stessa. La spinta che mi ha portata a scrivere il libro è stata quella di trovare un senso al dolore che mi stava attraversando, attingere a ricordi personali mi ha dato la possibilità di ricreare un ordine e trasformarlo in forza».
Nato durante il lockdown e pubblicato per la prima volta nel 2020, il libro ha trovato una nuova forma nel linguaggio visivo, portando l’autrice sul set nei panni della madre. «All’inizio pensavo a un lungometraggio», racconta «poi, come per magia, è arrivata la prefazione di Pupi Avati. È stato un vero dono per me. Da lì è nata con naturalezza l’idea del cortometraggio».
Materia, sogno e spiritualità si intrecciano nella trama e nella sua visione interiore. «La dimensione della preghiera e della meditazione è la sorgente della mia scrittura. Non parlo di dogmi ma di un invito ad entrare in relazione con il mistero, senza averne timore. Spero che Alma possa suscitare la curiosità per affacciarsi sulla soglia dell’ignoto. A me ha permesso di guardare la vita da diverse prospettive, mi ha aiutata a rinascere».
Ilaria Maria d’Urbano tornerà in libreria a giugno con una nuova raccolta poetica dal titolo Mani di prugna, una dedica alla madre che ha scritto durante la sua malattia. Un testo che, come il suo libro d’esordio, affronta i temi del cambiamento e dell’eredità affettiva, in un intenso contrasto tra amore e lutto. Il volume, in uscita per l’editore Nino Aragno, rappresenta un nuovo capitolo del suo percorso letterario.

Alma: il cortometraggio
Il cortometraggio – dal libro Alma, il dolore agile di Ilaria Maria d’Urbano – diretto da Camilla Cattabriga è stato selezionato da numerosi festival nazionali: il prestigioso Visioni Italiane Film Festival della Cineteca di Bologna; il festival La terra vista dalla luna, dedicato al cinema d’autore in luoghi come scuole, ospedali e carceri; il Ciak Film Festival di Roma, dove ha ottenuto i premi per la migliore interpretazione femminile e la migliore produzione; infine il festival Primo Piano sull’Autore – Pianeta Donna, dove ha vinto il Premio Miglior Cortometraggio e il Premio Panalight.
Proiezione e prenotazioni
La proiezione in anteprima si terrà giovedì 22 maggio alle ore 10:00 e 18:00 – Sala d’Arme di Palazzo Vecchio a Firenze. L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Ahah! L’Esperienza della Scoperta, con il patrocinio del Comune di Firenze. Seguirà un dibattito dedicato alla trasformazione del dolore, al mistero della morte, alla ricerca interiore e all’eredità spirituale, all’importanza dei legami familiari e all’amore per la natura.
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